07 mag 2010

Taping for a 'turf toe'

IL SINISTRO DEL PIEDE SINISTRO, ovvero come curare da soli la lussazione dell'alluce (rambo style)

riprendendo il discorso dell'alluce distorto/sublussato che oggi ha smesso di darmi problemi, devo dire che è lo stesso dito che mi fratturai circa tre anni fa in un incidente di moto. Nelle dita dei piedi, oltre a farti una rx con la quale sei matematicamente sicuro che il dito è rotto, altro non ti fanno. Al massimo un po' di antidolorifici al bisogno e via andare. Qualcuno suggerisce la scarpa di Baruk che non è uno strumento di tortura sul genere della dama di norimberga ma poco ci manca.
Un ortopedico "sportivo" di Ciriè mi disse :" metti una ciabatta comoda così puoi anche guidare". peccato non si fosse accorto cha avevo anche un braccio al collo per via della frattura del capitello radiale (doccia gessata messa dopo una settimana dalla lastra perchè della frattura se ne era accorta solo mia moglie, che non è ortopedico). Ma tornando ai giorni nostri, la pietra batte dove il piede duole e quindi lo stesso dito all'epoca fratturato oggi si è pure lussato.
Memore del fatto che appunto non ci sono rimedi contro questo genere di accidenti a parte perdersi dietro a riti sciamanici, osteopati e compagnia cantante, son andato a studiare in rete.
Digitando su google "distorsione metatarso falangea" si scoprono un sacco di cose interessanti pubblicate da ortopedici e chirurghi del piede (sinistro nel mio caso). Ma ancora più interessante è che su you tube vi sono alcuni filmati su come praticare un incerottamento/impacchettamento dell'alluce per impedire che l'articolazione a causa della lassità del legamento ogni tanto si "scarrucoli".
Ebbene ho provato questa tecnica ed ha funzionato a meraviglia. unico neo:
ho corso per due ore e 15'facendo numerosi attraversamenti di torrenti fino alla caviglia e alla fine il cerotto si è scollato. Però non ho avuto ne dolori ne quella sensazione di osso che si muove dalla sua sede che avevo prima.

03 mag 2010

il piede EGIZIO
dopo la botta della maratona alpina di val della torre il mio alluce non è più come prima, non mi fa più male ma nei movimenti di flessione estrema del metatarso scrocchia paurosamente e mi fa male. Ho paura di essermelo lussato.
Sono andato a studiare sulla rete e ho scoperto che la lussazione metatarso-falangea è assai frequente e prende il nome inglese di Turf Toe cioè dito da erba sitetica. Essa può essere connessa all'alluce valgo e in effetti io un po' di cipolla sul pollicione cel'ho.
In effetti non ho smesso di correre, ma la mia andatura risulta un po' particolare, nel senso che il piede destro lo appoggio normalmente, mentre col sinistro mi sembra di atterrare sulle uova. Cerco sempre di appoggiarlo piano in modo che non si pieghi troppo. Quindo pensando di essere alquanto ridicolo me ne vado a correre da solo in montagna, all'alba fra cinghiali e caprioli. Così sabato mattina ho fatto 3 ore e 1500 mt di dislivello fra Oviglia e pian Frigerola abbandonando l'idea di andare fino al Monte Soglio perchè neve e nebbia sono due buoni motivi per perdersi anche dietro casa.
E tra uno studio e l'altro su internet, perchè di andare da un'ortopedico non se ne parla (potrebbe entrare in combutta con mia moglie e impedirmi di correre), ho scoperto di avere il piede egizio, ovvero l'alluce più lungo di tutte le altre dita (troppo lungo). Tale fattore predispone alla lussazione. Perciò amici runner guardatevi gli alluci e se sono egizi occhio!!!.
Walk like an egiptian.

23 apr 2010

Maratona alpina di Val della Torre con infortunio


dopo un periodo di silenzio stampa dovuto un po' al troppo lavoro e un po' alla mancanza di gare da raccontare torno a raccontarne una bella.
Dovevo fare la milano city marathon l'11 aprile, con mio fratello,ed a ciò mi ero più o meno preparato nell'inverno, seguendo una tabella per correrla a 3.15, ma non avevo grande entusiasmo per la strada. Le competizioni di sci di fondo sono tutte saltate per una serie inenarrabile di piccoli intoppi familiari e lavorativi che non sto a raccontare. Fatto sia che ad un mese dalla maratona, quando avevo deciso di iscrivermi, mia moglie mi ricorda che si era presa una settimana di vacanza per andare a sciare proprio in concomitanza con le vacanze scolastiche che guarda caso finivano proprio domenica 11 aprile. Disgrazia delle disgrazie. A quel punto però non tutto il male veniva per nuocere in quanto già da tempo mi stuzzicava l'idea di partecipare alla Maratona alpina di Val della Torre, 42 km. con dislivello di 2600 mt, un bel Trailone da minimo 6 ore. Detto fatto mi ci sono iscritto con buona pace di moglie e figlia e le stramaledizioni di mio fratello che ancora adesso mi chiama caino l'infame perchè l'ho mandato da solo a Milano. Che poi è andato pure bene perchè ci ha messo 3.14 ore e adesso si fa chiamare P GRECO.
Prima ancora di iscrivermi sapevo che la mia forma fisica non era al top per quel tipo di gara, ma la voglia di iniziare a mettere fieno in cascina per la CCC era tanta e quindi ho cercato di viverla come allenamento senza strafare.
Alla partenza saluti di rito ad amici e volti noti, un caffè e via. dopo i primi km di asfalto la strada si impenna e la corsa diventa un tantino faticosa, poi imbocchiamo il sentiero e al primo bivio mal segnalato in una decina sbagliamo strada. Dopo trecento metri il primo del gruppo si ferma imprecando e quindi facciamo marcia indietro e ricominciamo a rincorrere il gruppone. Iniziano i sorpassi su un sentiero stretto e veloce perchè poco pendente. Manovre rocambolesche alla willcoyote. E così per i primi 20 km in un alternarsi di sentieri corribili e tratti di salita o discesa impegnativa. Ad un certo punto incontro un amico sul percorso che fa lo spettatore e mi dice che sono messo benissimo, ne avrò davanti una trentina. Giunti al giro di boa (col del lys) dove una buona metà si fermano avendo finito la gara restiamo soli io e il giovanotto di fianco a me nella foto, che secondo me poteva essere un ventenne con la maschera per quanto andava. Mi racconta le sue avventure, ha 64 anni e corre solo da 5 o 6 e ha già fatto il "passatore" ed è iscritto alla UTMB. (sti ca...) penso che se riesco arrivare in quello stato alla sua età posso dirmi miracolato.
Dalla metà in poi cominciano le rogne, il monte Arpone è completamente coperto di neve almeno sulla salita che è esposta a nord, ci districhiamo seguendo le orme ma poi c'è anche la nebbia e ad un certo punto mi stacca e non lo vedrò più fino all'arrivo. si scende vertiginosamente a madonna della bassa dove trovo un amico che si faceva un giro in bicicletta. Sono 28 km che corro e avrei proprio voglia di prendere la sua bici e farmi tutta la discesa che porta alla tagliafuoco e andare a casa. Ma c'è ancora il Musinè. Sulla cresta del mont curt mi accodo ad un gruppetto di cinque o sei desperados come me e ad un certo punto non so come ci troviamo a scendere per un sentiero troppo ripido e sconnesso. Ci rendiamo conto di avere sbagliato e torniamo a salire. Mi trovo in testa al plotone e iniziamo la ripida discesa del mont curt quando ad un certo punto vuoi per la stanchezza vuoi per la disattenzione inciampo in un sasso più sporgente degli altri con la punta del piede e rotolo a terra con una fitta fortissima nell'articolazione dell'alluce. subito dopo nella stessa gamba mi viene un crampo micidiale. Mi rialzo. I compari se ne vanno perchè faccio segno che non ho nulla. In effetti di sangue non ce n'è. Provo a correre ma ogni passo è una scossa elettrica. Piano piano riprendo a correre ma sento qualcosa di strano nell'articolazione quando fletto il piede. Ricomincia la salita e riprendo il gruppetto, salendo appoggio il tallone e sento meno male. Sulla cima del Musinè mancano ancora 12 km all'arrivo, buona parte in discesa. Mi accorgo a quel punto che non riesco a correre in discesa, il piede è gonfio e devo stare molto attento a dove e come lo appoggio. Così decido di andare un po a passeggio ma di arrivare comunque fino al fondo. Da quel momento mi sorpasseranno almeno una ventina di concorrenti ma a me importa solo di portare a casa la pellaccia.
Finirò in 7,19 ore con un dignitosissimo 52esimo posto.
Al posto di soccorso mi tolgo la scarpa ed eccolo la il ditone tutto bello rosso fuoco e gonfio tanto che mi mettono un bel pacchetto di ghiaccio legato con una benda. Il ristoro è megagalattico e mi fa dimenticare male e fatica. Tre birre medie, pizza porchetta formaggio insalata russa, salme, yoghurt fragole e crostata.
Una domenica con i fiocchi. Tornato a casa mi butto nell'idromassaggio sciogliendo nell'acqua 1/2 kg di sale grosso che aiuta a smaltire la stanchezza, mi sembra di essere un pezzo di scaramella il giorno di S. Stefano. E dulcis in fundo dopo avere mangiato pizza e birra a merenda, mia moglie mia figlia che non hanno voglia di cucinare, mi mandano a prendere ....la pizza!
Ah il ditone dopo tre giorni di antiinfiammatori e pomate ha ricominciato a piegarsi mercoledì e quindi giovedì ho corso, non senza fastidio 10 km lento lento.
Buone corse a tutti

19 gen 2010

DUE ANNUNCI UFFICIALI IN UN SOLO POST

Annuncio ufficialmente che ho superato il sorteggio della CCC e pertanto se non scoppia la 3 guerra mondiale ovvero se non rimango paralizzato a tutti e 5 gli arti correrò il 27 agosto i 98 km che separano Courmayeur da Chamonix, spero in meno di 26 ore, spero arrivando insieme a mio fratello fino alla fine.
Il secondo annuncio è che mia moglie sembrerebbe ufficialmente decisa a mettersi a correre. La brutta notizia e che vuole farlo solo con me e quindi in qualche occasione mi toccherà l'allenamento bi-giornaliero. L'inizio è stato sabato con 33 minuti di corsa lenta intorno alla frazione dove abitiamo su un percorso di circa 2 km, seguito da 2h di pattinaggio sul ghiaccio domenica. Stasera percorso casalingo con pila frontale perchè si corre con il buio.
Buone corse a tutti

15 gen 2010

ma i podisti sono in buona sostanza dei drogati?

Riporto questo bell'articolo apparso sul sito Albanesi.it Copyright by THEA 2010
Le endorfine

Le endorfine sono sostanze chimiche prodotte dalla ghiandola pituitaria e dall'ipotalamo e, in misura minore, da altri tessuti; tali sostanze sono dotate di elevati poteri analgesici ed eccitanti. Le endorfine sono proteine le cui proprietà biologiche sono molto simili a quelle della morfina e degli oppiacei. Il termine deriva appunto da endogeno (ciò che si genera internamente a una cellula o a un organismo) e morfina volendo con esso indicare una sostanza morfino-simile prodotta all'interno del corpo.
Il mondo scientifico iniziò a interessarsi delle endorfine negli anni '70 allorché si scoprì che il sistema nervoso centrale era dotato di specifici recettori per sostanze morfino-simili; la presenza di tali recettori fece ritenere che l'organismo umano fosse quindi in grado di sintetizzare tali sostanze che furono in seguito identificate e, basandosi sulle loro peculiari caratteristiche, chiamate endorfine. A tutt'oggi sono state identificate quattro diverse classi di endorfine: alfa, beta, gamma e sigma. Le endorfine sono coinvolte in numerosi processi tra i quali:
la regolazione del ciclo delle mestruazioni
la regolazione della temperatura corporea
la regolazione dell'umore
la produzione ormonale
la regolazione dell'appetito
le funzionalità relative all'apparato gastrointestinale (secrezioni digestive e pancreatiche, motilità intestinale ecc.)
la regolazione del sonno
la percezione dolorifica (le endorfine aumentano la tolleranza agli stimoli dolorifici)
le reazioni a eventi stressanti sia di tipo fisico che psichico
ecc.
Endorfine e attività fisica
È stato ormai ampiamente dimostrato che uno dei fattori che influenzano maggiormente il rilascio di endorfine è l'attività fisica (Harber e Sutton, 1984). L'incremento dei livelli sierici di endorfine è legato a criteri soggettivi, ma, mediamente, si registrano aumenti delle concentrazioni plasmatiche di queste sostanze vicini al 500%. Ciò sembrerebbe spiegare il perché la maggior parte delle persone che praticano un'attività fisica a un'intensità medio-alta riferiscano generalmente di un miglioramento generale del tono dell'umore e di una notevole riduzione delle sensazioni di ansia e di stress (un fenomeno che nella corsa viene definito come runner's high, l'euforia del runner), senza dimenticare i benefici relativi all'aumento della soglia di tolleranza al dolore e alla fatica. Alcuni autori (Allen e Coen, 1987) ipotizzano che l'aumentato livello di endorfine esplichi la sua benefica attività non solo durante l'esercizio fisico, ma anche nel periodo post-allenamento; ciò spiegherebbe perché, per esempio, la stragrande maggioranza dei runner riferisca di una notevole sensazione di benessere che perdura per alcune ore dopo il termine dell'attività sportiva.
Non tutti sembrano concordare con l'equazione
attività fisica (sport)=rilascio d'endorfine=sensazione di benessere;
alcuni autori infatti ipotizzano che il rilascio di endorfine faccia parte dei normali meccanismi di risposta che l'organismo mette in atto di fronte a situazioni stressanti e che non sempre tale rilascio coincida con un miglioramento del tono dell'umore; il rilascio di endorfine avverrebbe cioè non solo quando un soggetto è in una situazione di stress positivo (eustress), ma anche quando egli sperimenta una situazione di stress negativo (distress); secondo questa corrente di pensiero, la cosiddetta dipendenza del runner (runner's addiction) sarebbe un fenomeno legato non tanto al rilascio di droghe naturali (endorfine) quanto alla personalità del soggetto.
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In effetti mi pare che ci sia una stretta correlazione anche fra corsa e insorgenza delle malattie da raffreddamento e stagionali. Ho verificato che quando mi alleno con una certa frequenza sono meno soggetto a raffreddori ed influenze varie. Mi sembra di poter affermare, in un certo senso, che l'allenamento rafforza anche le difese immunitarie.
Chi condivide?
 

primo vero lungo del 2010

inaugurato l'allenamento in vista della milano city marathon con un lungo collinare partendo da Collegno poi Rivoli, giro della collina morenica fino alla chiesetta sulla strada per Moncuni poi, causa troppa neve, abbiamo dirottato sulla strada che per regione Corbiglia riporta a Rivoli.
Ne è venuto fuori un lungo collinare, con un bel dislivello, di circa 25 km fatto in 2 ore e 10 alla media di 5.30, abbastanza buono considerando lo sterrato innevato. Inoltre in vista della preparazione alla CCC ho provato a mangiare correndo, cosa che non mi era mai riuscita perchè mi si intasava lo stomaco. Ho provato a caso delle barrette di decatlon che si chiamano aptonia endurance e devo dire che funzionano benissimo, tornato in ufficio, ho fatto la doccia e senza pranzare mi sono rimesso al lavoro. Sensazione di fame zero.

tempi di gara

la mezza di ciriè 2008 1h 36
tutta dritta 2008 41,37
la mezza del CUS 2009 1h 34
turin marathon 2009 3h 26'
ca' bianca 2009 1h 06
stra sanmaurizio 2009 29,59
monte momello 2009 1h 02
straciriè 2009 40,01
nole 36,30
Chaberton Maraton 2h,38'
Nevache Briancon 1h 28
trail del monte soglio 10h15
trail del monte casto 5h 57
tuttadritta 40,19
vialattea trail 3h 45'